PREFAZIONE di Paolo Tagini
Nel corso dell’attività professionale di giornalista del settore armiero ho partecipato a numerosi corsi di tiro. Ognuno di essi rappresenta un'occasione non solo per imparare qualcosa di nuovo, ma anche per usare le armi in modo diverso da quella che è la routine del poligono o del campo di tiro. Durante i corsi si studia e ci si diverte.
C’è da chiedersi: finito il corso di tiro, che cosa rimane? Solo dei bei ricordi, che il tempo fatalmente sbiadirà, o qualcos’altro?
Ho conosciuto Tony Zanti partecipando a uno dei suoi corsi e, a distanza ormai di anni, ricordo perfettamente che cosa mi è rimasto in testa. Tony mi ha fatto capire che difendersi con le armi è una faccenda maledettamente seria perché avviene sotto stress. Avere paura è normale, quando è in gioco la propria vita o quella di una persona cara. Difendersi quando si ha paura – e per di più usando un’arma da fuoco – può essere un problema di difficilissima risoluzione. Ho scritto può essere e non è perché, come in tutti i campi dello scibile umano, lo studio, il metodo e l'esperienza spesso forniscono delle soluzioni anche a un problema apparentemente insormontabile.
Questo libro affronta con lucidità un argomento delicato e ci fa capire chiaramente che un conto è essere appassionati di armi (o magari essere dei provetti tiratori sportivi), e che un altro conto è decidere di attrezzarsi mentalmente per affrontare nel modo migliore un’eventualità estremamente gravosa che nessuna persona normale vorrebbe mai avere di fronte. Deve essere ben chiara al lettore questa distinzione.
Una volta precisato che questo libro non è stato scritto per gli appassionati di armi in quanto tali (a costoro suggerisco caldamente l’acquisto e la lettura di Action Arms!), ma a chi crede che sia utile saperne di più per difendersi con un’arma, non resta al lettore che immergersi nelle sue pagine. Non è un argomento facile: incerti casi può dar luogo a incomprensioni o a interpretazioni non chiare. Tony Zanti ne è perfettamente consapevole e non a caso offre la massima disponibilità a mettersi in contatto con lui pubblicando non solo il suo indirizzo e-mail ma addirittura il suo numero di telefono. Insomma, un’apertura verso il pubblico che non è certamente comune e che nasce – come mi auguro abbiano capito i lettori – dall’amore per il proprio lavoro più che dalla voglia di fare business.